"Oggi Limone Piemonte è diventato soggiorno climatico e sportivo di meritata fama; spesso la sua “gioventù” scende nelle città od emigra in Francia, specie nel periodo invernale. Ne è risultato un miglioramento delle condizioni economiche ed anche un profondo rinnovamento dei costumi locali, che hanno purtroppo spazzato via, quasi del tutto, usanze e modi di lavoro di un tempo. In passato, invece, nel lungo e rigido inverno, la popolazione era stazionaria e rimaneva chiusa per molti mesi nelle case sepolte nella neve. Solo a notte fatta, usciva per andare a “veglia”; ossia per recarsi in una stalla affumicata, non molto ampia, a turno ora in questa ora in quella frazione, poichè ogni famiglia voleva e, per antica consuetudine, doveva dare e ricevere ospitalità. E nelle stalle si trascorrevano le lunghe serate, in un tepore quieto e purtroppo greve, per la presenza inevitabile, e d'altronde necessaria, del bestiame."
Così Maria Licinia Piacenza descriveva le veglie (M.L. PIACENZA - “QUALCHE SAGGIO D’ARTE FOLKLORICA PIEMONTESE.” Lares, 1959), quando questa tradizione era già scomparsa da tempo. La maggior parte dei racconti che seguono venivano raccontati proprio in quelle stalle.