Limone Piemonte , situato ai piedi del colle di Tenda, era già conosciuto e frequentato da tempo ma fu con l’arrivo del treno nel 1891 che divenne un centro di soggiorno e poi di sport invernali noto ; facciamo una breve e succinta storia degli avvenimenti relativi alla ferrovia. Nell’agosto 1885 venne appaltato il tronco Vernante-Limone (il quarto) all’impresa Angelo Del Vecchio e iniziarono le pratiche per l’espropriazione dei terreni necessari, una delibera del Consiglio Comunale (CC) del 14-5-1886 dice : accertamento zona da atterrarsi piante in regione Boschiera per costruzione ferrovia, delega al sindaco per stabilire valore approssimativo e vendita. Questo tratto di linea richiese opere di consolidamento e contenimento sia a valle che a monte dei binari e dette sempre problemi in particolare in inverno. Quando infine il 31-5-1891 il convoglio inaugurale giunse a Limone ci fu una grande festa. Il municipio offrì un vermouth nella piazza del paese spendendo 100 lire, il pranzo presso il magazzino merci della stazione offerto dall’impresa costruttrice e dalla RM (rete mediterranea) con 274 invitati, i discorsi sulla grandiosità dell’opera e l’auspicio che presto si sarebbe arrivati a Nizza. Un arco trionfale di verzura all’ingresso del villaggio portava in centro al frontone questa iscrizione: Limone Piemonte, inaugurazione del tronco della ferrovia Cuneo-Ventimiglia, monumento insigne d’italiano ardimento, di scienza e di lavoro porge un solenne ringraziamento ai benemeriti promotori, plaude agli esecutori, inneggia all’Italia e al Re – la popolazione limontina (interessante questa definizione). Una vignetta del giornale satirico torinese “Il Pasquino“ ritrae la fontana di San Pietro che , per l’occasione, erogava limonata. Il fabbricato della stazione era quello tipico della Rete Mediterranea (che eserciva la linea): edificio su due piani con 5 porte sia esterne che lato binari : a quello terreno ufficio del capostazione, biglietteria, magazzino , deposito bagagli e sala d’attesa divisa in un ambiente di prima classe ed uno per la seconda e terza; al piano superiore alloggi per il personale. Il piazzale prevedeva 4 binari, due altri tronchi lato Cuneo col magazzino merci ed il piano caricatore, altri binari tronchi lato Vievola dove venne edificata una piccola rimessa per la locomotiva con relativa piattaforma girevole e la torre piezometrica per il rifornimento d’acqua. La stazione e le sue pertinenze furono i primi luoghi a Limone ad essere dotati di acquedotto che proveniva dalla sorgente di proprietà delle ferrovie situata nei pressi del Ponte Nana. Il problema principale per il municipio fu la strada di accesso la cui realizzazione (e i costi) spettavano al comune, già nel 1889 venne chiesto un mutuo per 3000 lire ma nel 1891 troviamo una serie di delibere in merito. Il 24 gennaio si iscrive la strada nell’elenco di quelle comunali, il 2 marzo si incarica l’ing. Nicola Faustino di redigere un progetto in cui quantifica i costi in 8582,58 lire, il 30 marzo si stipula una convenzione per la concessione di terreni governativi necessari alla realizzazione della strada, il 25 giugno si stanziano ulteriori 630 lire ma non bastano e si chiede un sussidio al governo, il 20 agosto si stipula infine il mutuo con due istituti bancari. Questo fa supporre che il giorno dell’inaugurazione la strada fosse imbastita ma non terminata, poi l’11 aprile 1893 si chiede alla direzione tecnico-governativa della ferrovia la cessione gratuita di due piccoli appezzamenti di terreno onde costruire una scorciatoia per l’accesso alla stazione (un sentiero con alcuni gradini di terra realizzati con un asse di legno). Ma la strada continua a pesare sulle scarse finanze del paese, il municipio in data 27 maggio 1898 chiede alla provincia di renderla provinciale e il 18 maggio 1899 chiede alla medesima di accollarsi la manutenzione annuale che ammontava a 250 lire; nei primi anni del novecento infine la strada passò di competenza alla provincia. Intanto il 3 aprile 1889 fu aggiudicato all’impresa Vaccari di Valenza il quinto lotto da Limone a Vievola , si iniziarono subito le espropriazioni (che diedero luogo a ricorsi nel tempo sino al 1911) e iniziarono i lavori. Nel territorio di Limone comportavano lo scavo della galleria Limone, un tratto in rilevato e infine il tunnel di valico, nonostante il breve percorso tuttavia comportò la realizzazione e modifica di alcune infrastrutture. Fu necessario innanzitutto spostare la cappella di San Secondo di diversi metri in alto in quanto si trovava troppo vicina all’imbocco della galleria e poi sistemare il “Fosso del Mulino“ sovrastante il tunnel che venne deviato e ricostruito in muratura.

Breve spiegazione: in località Castlan si trovava un serbatoio alimentato da una deviazione del rio Rapitone, questo portava acqua a diverse fontane del paese e per la pulizia delle strade inoltre alimentava il mulino Soprano. La galleria Limone fu scavata integralmente con sagoma a doppio binario il 17 settembre 1890. Per il successivo tratto si dovette abbattere la piccola cappella di Santa Caterina e per costruire e solidificare il rilevato del binario deviare la strada comunale (conosciuta come passeggiata Romana) in quanto questa passava proprio sul tracciato, venne quindi rifatta e spostata lungo il Vermenagna dove si trova oggi. Fu costruito un ponte prima del passaggio a livello ed un altro piccolo per smaltire le acque del rio Santa Caterina infine edificato un fabbricato per alloggi del personale che, dopo la costruzione nel 1930 della casa ferrovieri in Piazza Risorgimento, divenne la casermetta “Costanzo Ciano“ della milizia ferroviaria e dopo la guerra la colonia Alpina delle FS. L’impresa Vaccari intendeva depositare il materiale di scavo del tunnel di valico in prossimità del paese e cioè dopo il Santuario di Sant’Antonio nella zona del “ Pian del Nuer “ , il comune non era d’accordo per motivazioni sanitarie, di troppa vicinanza all’abitato e per chè avrebbe inibito futuri sviluppi. Incaricò quindi una perizia igienica al dottor Giovanni Musso ed una relazione all’ing. Carlo Ponzo e fece ricorso al tribunale il 4 aprile 1891, si “addivenne” poi ad un accordo e lo smarino posizionato presso il “Garb dei Camilla“. Chiudiamo con alcune delibere del primo decennio del novecento: nel 1903 una convenzione con le ferrovie per la cessione gratuita di terreni sulla falda ovest del Feit per “lo imboschimento“, il 28 febbraio 1909 per una convenzione onde costruire e manutenere opere di difesa contro il Vermenagna oltre lo sbocco della galleria Limone lungo il Viale di San Sebastiano e sempre nel medesimo anno il 23 maggio una convenzione con lo stato per la manutenzione della strada di accesso al piano caricatore militare (che si trovava dopo quello merci lato Cuneo).

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