[Gli abitanti] pochi anni fa sommavano a più di quattromila; per causa del diminuito commercio sono ridotti di presente a sole anime 3436. Ad una maravigliosa robustezza uniscono l'avvedutezza, la vivacità e una grande attitudine al negozio. Non pochi di loro sono ben formati della persona, ed anche fra il basso popolo si osservano fattezze signorili. Sono per lo più disposti ad opere ardue ed ardimentose. Per la noncuranza del danaro cadono non di rado nella pecca del darsi buon tempo. È grande il loro rispetto ai sagri ministri ed alla religione cattolica, cui sempre professarono, quantunque alcuni dei loro antichi feudatarii abbiano cercato di prestare soccorsi ai Valdesi ed agli Ugonotti, e di favoreggiarne gli errori. [...]
Osservabili sono alcune consuetudini: nelle case, dopo il prete, se alcuno ve n'ha, occupa il posto d'onore il soldato di leva, cui si suol fare dal padre, oltre l'eguale porzione di eredità, una qualche antiparte. Le donne sono trattate con ispeciali riguardi: tengono i conti delle cose domestiche e la chiave dello scrigno: ed accade anche non di rado che per la loro sagacità vengono ammesse a virili importanti sollecitudini; allorchè divengono madri, più non si pretende da esse, fuorchè attendere al bimbo, se pure appartengono ad alquanto agiate famiglie. Vi regna l'amor conjugale: è bello il vedervi i trafficanti nella loro settimanale partenza dai proprii focolari, irsene coi loro ragazzi in braccio o per mano accompagnati lungo tratto dalle consorti, ed è bello ancora, all'appressarsi del ritorno dei loro mariti, il vederle uscirsene di casa a notte anche avanzata, e fra le nevi, insieme coi servi, andar loro incontro con pale e lanterne, e spianar loro e rischiarare la strada, anticipandosi d'alquanto il piacere di rivedersi, di avere e dar nuove di sè e delle domestiche faccende.
I maritaggi si fanno con poca solennità; e nelle campagne senza le insipide consuetudini praticate nella vicina pianura, né dopo il pranzo la sposa ha il rossore di far il giro attorno alla mensa per ricevere danaro o roba dai convitati; come pure si reputerebbe un oltraggio il dare o il ricever mancia per la così detta livrea. Raro è il celibato: per lo più sollecito è il conjugio, perocchè la sottilità e vivezza dell'aria, e il continuo affaticarsi accelerano nei corpi il vigore e la scioltezza: bene spesso le zitelle si maritano appena giunte all'età in cui ad esse il consente la legge. Vi si conservano alcune antiche costumanze: i defunti sono accompagnati al tempio dai parenti a questo pietoso uffizio le donne sono velate in nero taffetà, e gli uomini si cuoprono col mantello; dopo i religiosi uffizii, sono essi ricondotti alla casa del trapassato o dal parroco, o da altro prete deputato da lui; e quindi si distribuisce ai poveri una grande quantità di pane. Tocchi mesti e lenti di campana lungamente iterati precedono la funzione lugubre; il suono disteso di tutte le campane è riservato al giorno dei morti ed alle sepolture de' sacerdoti.
G. Casalis (Dizionario Geografico Storico-Statistico-Commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna, 1841)